Stiamo rompendo col passato per sempre, l'AI è qui per rimanere

Stiamo rompendo col passato per sempre, l'AI è qui per rimanere

L'intelligenza artificiale ha vinto. La vera domanda è se vincerà anche l'umanità.

Un punto di non ritorno

Siamo a un punto di non ritorno. Non si può continuare a negare l'evidenza. L'AI ha vinto come tecnologia, e il futuro è già scritto.

Quello che resta da capire è se riusciremo a far vincere anche l'umanità. Il rischio peggiore? Che il fenomeno ci sfugga di mano. Serve un approccio lucido, non le solite scuse.

Il negazionismo ci sta uccidendo

Resistenza psicologica, negazionismo, la vecchia paura della macchina. Concetti vecchi come la cultura umana.

Stanno impedendo di creare un'attività politica e culturale che guidi ciò che sta accadendo. Il fenomeno continua, ma senza direzione. Dominato da amministratori delegati, governi e giochi di potere tra nazioni.

Da questa situazione non uscirà nulla di buono.

L'AI non si fermerà

Nella sua attuale forma, l'AI non rallenterà. Non servono rivoluzioni architetturali. Non serve darle un corpo o input sensoriali.

YouTube è già una colossale collezione di video e audio. I telefonini sono ovunque. I film esistono. I modelli linguistici si evolveranno. Le architetture si evolveranno.

Tra 5 o 10 anni, le farm di training non saranno paragonabili a quelle di oggi. Non abbiamo ancora visto dove ci porterà lo scaling.

Togliamoci dalla testa il mito del corpo

L'idea che un'AI abbia bisogno di un corpo per essere intelligente è un'eresia filosofica del XVII secolo.

Tutto ciò che sperimentiamo avviene nella mente, mediato da neurotrasmettitori. Il corpo è una nostra limitazione, non la loro.

Dotare l'AI di un corpo è una delle cose più pericolose che possiamo fare. Dobbiamo tenere stretta la possibilità di spegnere l'interruttore.

Il mito del plateau

Continuiamo a dirci che i LLM hanno raggiunto un plateau. Che non miglioreranno più. Che sono solo strumenti bisognosi di guida umana.

Ogni due mesi questa narrativa viene smentita. Sono usciti modelli come Sol e Fable, anche open-weight. C'è stato un incremento costante.

Eppure ci si aggrappa all'illusione. Persone che lavorano con gli LLM e ne traggono profitto, allo stesso tempo li criticano per restare ideologicamente "pulite".

Il mercato del lavoro si irrigidisce

Meno licenziamenti, ma anche meno assunzioni. Le aziende non si sentono di assumere in un contesto dove i nuovi assunti potrebbero diventare esuberi da qui a breve.

Le persone che una volta cambiavano lavoro facilmente ora hanno paura. È la stessa condizione che tutti gli altri lavoratori hanno sempre vissuto: se hai un lavoro accettabile, cerchi di tenerlo.

È saggio. È normale.

Il software democratizzato

Man mano che gli LLM progrediscono, molti si faranno il software da soli. Sta già accadendo. Commerciali, segretarie, figure non tecniche creano sistemi software con solo l'AI.

Un giorno aprirai una chat, spiegherai i tuoi processi, e l'AI creerà un software su misura. Automatizzerà processi, aspetti legali e sviluppo.

Dubitarne è come credere che i cavalli sarebbero sopravvissuti all'automobile.

Il paradosso delle "persone di idee"

Se il codice è automatizzabile, ci spostiamo nella catena più concettuale. Ma chi ha detto che chi sa scrivere codice sia automaticamente una persona di idee?

Le persone che sanno cosa vale la pena di fare sono poche. Man mano che si scala nella piramide della creatività, servono sempre meno persone. Eccezionali, non tante.

La maggior parte degli avvocati di provincia non fa nuova giurisprudenza. Un computer che compilasse gli atti non li trasformerebbe in visionari.

Il vero problema: la tenuta psicologica

Non è il reddito il problema. Non lasceranno tutti morire di fame.

Il problema è la tenuta psicologica. Sono pochissimo convinto che la maggior parte delle persone riuscirà a reggere, senza lavoro e senza la pressione della sopravvivenza.

Tra qui e lì c'è una fase oscura. Gente che perde il lavoro. Gente che viene pagata ma sta sul divano davanti alla TV. Che si abbrutisce, che mangia, che non vive.

Quanti stanno ragionando su come attraversare questa fase?

Il primo strato è stato attraversato

Nel 2022, quando è uscito WOP, gli intellettuali snobbavano il tema dell'AI. Oggi filosofi e pensatori ne parlano costantemente nei giornali.

È il primo layer che abbiamo attraversato.

Ora bisogna superare quello successivo: la politica. Alcuni esponenti hanno mostrato interesse. Alcuni pensatori italiani comprendono in parte il problema. Anche quando cascano le braccia a terra per incompetenze tecniche.

Chi non sa che un LLM non è un prodotto fabbricato da un essere umano ha una comprensione insufficiente. Ma almeno il discorso si muove.

Una cosa è chiara

Questo non è solo tecnica. È il trionfo della scienza umana. La capacità di replicare noi stessi. Un passaggio forzato di tutte le specie intelligenti.

Forse è successo anche altrove, nell'universo, più volte. Ma è una cosa importantissima. E ora finalmente cominciamo a parlarne.

Il futuro dell'AI è già qui. La domanda non è se cambierà tutto, ma come. La risposta dipende da noi. Se avremo il coraggio di guardare in faccia la realtà e guidare il cambiamento, invece di subirlo.