Come mai le Big Tech USA vogliono rallentare? Sta per scoppiare la bolla AI ?

Come mai le Big Tech USA vogliono rallentare? Sta per scoppiare la bolla AI ?

Le aziende che costruiscono i modelli AI stanno chiedendo a gran voce regolamentazione. Ma dietro le parole rassicuranti su "sicurezza" e "responsabilità" si nasconde qualcosa di molto più concreto: la paura di cause legali devastanti e la speranza di uno scudo governativo.

Il 17 settembre 2026, Alex Karp, CEO di Palantir, è apparso su CNBC Squawk on the Street e ha detto quello che molti nel settore sussurrano a bassa voce. Le aziende AI che invocano la regolamentazione non stanno cercando di rendere il mondo più sicuro. Stanno cercando di non essere querelate.

"È una svolta strana," ha detto Karp. "Stanno chiedendo una regolamentazione sociale per uscire dalla prima linea di difesa, ovvero che se costruisci una tecnologia in grado di distruggere il 10% del mondo, questa sia associata a responsabilità civile e penale. L'unico modo per gestire questo tipo di responsabilità è andare dal governo e dire: nazionalizzateci, per favore."

Il tweet originale di Palantir ha raccolto oltre 3.600 mi piace e 542 retweet in pochi giorni. Ma la domanda vera è: Karp ha ragione?

I Numeri

Per capire cosa sta succedendo, bisogna guardare ai conti di OpenAI. E i conti fanno paura.

Nel primo semestre del 2025, OpenAI ha registrato perdite di 13,5 miliardi di dollari. Nelle stime per il terzo trimestre, altre 11,5 miliardi. Il The Information ha rivelato documenti interni che prevedono perdite totali di 44 miliardi fino al 2029, con un solo anno di profitto (14 miliardi) previsto per il 2029.

Le spese programmate fino a fine decennio ammontano a 200 miliardi di dollari. I debiti dei partner che finanziano l'infrastruttura superano i 100 miliardi. L'azienda ha impegnato 1,4 trilioni di dollari in spese future per data center e chip, ma i ricavi previsti per il 2025 sono solo 20 miliardi. Un'analisi di HSBC conclude che anche se OpenAI superasse i 200 miliardi di ricavi entro il 2030, avrebbe comunque bisogno di altri 207 miliardi per sopravvivere.

OpenAI brucia tra 5 e 8 miliardi di dollari al mese.

La Trappola del Debito Circolare

La vera anomalia non è la perdita in sé. Molte startup bruciano soldi prima di diventare profittevoli. Il problema è la struttura stessa del finanziamento.

Come ha spiegato un post virale di X (di @ItsMattCollins, febbraio 2026), il meccanismo è circolare: Microsoft presta denaro a OpenAI, OpenAI usa quel denaro per pagare Microsoft per i servizi cloud, e Microsoft contabilizza il tutto come "crescita dei ricavi" per gonfiare il proprio valore in borsa. Nvidia investe miliardi in OpenAI, che usa quel denaro per comprare chip Nvidia tramite Oracle. Oracle, a sua volta, si indebita per costruire infrastruttura che OpenAI non può pagare.

Nvidia investe, OpenAI compra, Oracle costruisce, Microsoft finanzia. Tutti si reggono in piedi a vicenda. Nessuno può permettersi che l'altro fallisca.

Come ha scritto George Noble, investor: "L'intero settore AI è diventato una rete di aziende che si sovvenzionano a vicenda le perdite. L'idea di investimento si è ridotta a: 'Per favore, mantieni la truffa in giro abbastanza a lungo perché qualcun altro rimanga con il cerino in mano.'"

Il Buco di 54,5 Miliardi

SoftBank siede al centro di questo sistema con 113 miliardi di dollari di impegni verso OpenAI, ma solo 58,5 miliardi di capacità di finanziamento. Un buco di 54,5 miliardi che deve essere colmato in qualche modo. S&P ha già revisionato le prospettive di credito di SoftBank da stabile a negativo.

Il 2 luglio 2026, il Financial Times ha rivelato che OpenAI ha discusso con il governo USA la possibilità di cedere il 5% delle quote allo Stato. L'analista @The_Prophet__ su X ha commentato: "Il 5% non è un investimento. È un pagamento. E i pagamenti comprano qualcosa: immunità regolamentativa, priorità nell'accesso a terra ed energia per i data center, certezza sulle licenze di esportazione e soprattutto un'opzione di garanzia sovrana. L'azienda sta acquistando lo status di GSE. Fannie Mae per l'intelligence: profitti privati, rischi socializzati."

Sanders e la Nazionalizzazione al 50%

La proposta più ambiziosa arriva da Bernie Sanders, che a giugno 2026 ha pubblicato un editoriale sul New York Times annunciando l'"American AI Sovereign Wealth Fund Act", un disegno di legge per la creazione di un fondo sovrano che acquisirebbe il 50% delle quote di OpenAI, Anthropic, xAI e delle altre grandi aziende AI.

Sanders lo presenta come un modo per strappare il controllo di questa tecnologia dalle "poche decine di miliardari" che la dominano. Ma la realtà è più complessa. Come ha notato il World Socialist Web Site: "Il giorno dopo la pubblicazione dell'editoriale, il presidente Trump ha firmato un ordine esecutivo per cui il governo riceverebbe accesso anticipato ai modelli AI più potenti per valutazioni di sicurezza nazionale. Sanders ha approvato l'ordine."

Due giorni dopo, a bordo dell'Air Force One, Trump ha confermato che la sua amministrazione sta negoziando da oltre un anno un proprio pacchetto azionario in OpenAI. "È quasi una partnership con il pubblico americano," ha detto.

L'exresponsabile AI dell'amministrazione Trump, David Sacks, ha definito la proposta di Sanders una "tassa sulla stupidità" e ha messo in guardia dalla nazionalizzazione. Ma il fatto che due figure ideologicamente opposte convergano sullo stesso progetto dice molto sulla direzione che stiamo prendendo.

Il Paradosso Karp

La posizione di Karp è tutt'altro che disinteressata. Come ha notato @eyishazyer su X: "Karp è per la nazionalizzazione, ma Palantir vende proprio quel software di conformità che diventa più prezioso se la sua interpretazione prevale. Questa non è una posizione neutrale."

Se le aziende AI vengono nazionalizzate, serve un'infrastruttura di sicurezza, compliance e sorveglianza per gestirle. Palantir vende quel tipo di software.

Karp ha anche detto una cosa rivelatrice: "Il problema è che apparentemente chiunque comprenda questa situazione è stipendiato da qualcuno." Una frase che applicata a se stesso è un'autocritica involontaria. O forse no.

C'è un ultimo aspetto che Karp ha sollevato nella sua intervista CNBC, e che potrebbe essere la chiave di tutto. Le aziende AI frontier "hanno un'esposizione legale nascosta perché i loro modelli sono stati addestrati su dati proprietari o protetti dal copyright. Non potendo ammetterlo apertamente, enfatizzano catastrofe e rischi per giustificare regolamentazione governativa, protezione o nazionalizzazione."

I modelli di OpenAI, Anthropic e altri sono stati allenati su miliardi di testi, immagini e dati protetti da copyright. I proprietari di quei dati, editori, aziende, creatori, non hanno ancora fatto causa. Ma quando lo faranno, le cause potrebbero distruggere le valutazioni di queste aziende. L'unica difesa possibile è essere proprietà del governo, che può concedere immunità legale.

Cosa Succede Dopo?

Se Karp ha ragione, ci troviamo di fronte a una delle più grandi ridistribuzioni di ricchezza e potere nella storia tecnologica moderna. Aziende private che hanno raccolto centinaia di miliardi di dollari in debiti stanno cercando di trasferire quei rischi ai contribuenti, presentandolo come "interesse pubblico" o "sicurezza nazionale".

L'alternativa, come ha notato Bruce Schneier su The Guardian, è che "se i mercati rifiutano OpenAI e Anthropic, gli Stati Uniti dovrebbero nazionalizzarle e trasformarle in laboratori nazionali gestiti con controllo democratico."

Ma c'è chi obietta. I socialisti del World Socialist Web Site scrivono: "Lo Stato che si sedesse come co-possessore accanto agli oligarchi non cambierebbe nulla per la classe lavoratrice. I lavoratori non possederebbero nulla, non controllerebbero nulla e non deciderebbero nulla."

Il modello economico dell'AI generativa è in crisi. Il settore sta spendendo 400 miliardi di dollari e incassandone 60. Il 95% delle aziende che hanno investito in AI non vede alcun ritorno. L'intera struttura dipende dall'adozione dell'AI a una scala senza precedenti entro 36 mesi. Se non succede, il crollo sarà contagioso.

Conclusione

Alex Karp ha messo il dito nella piaga. Le aziende AI non chiedono regolamentazione per proteggere la società. La chiedono per proteggersi dalla società. È un capovolgimento paradossale: chi costruisce la tecnologia più potente della storia sta chiedendo allo Stato di prendersene la responsabilità.

Ma c'è una domanda che Karp non pone. Se queste tecnologie sono davvero così pericolose da richiedere nazionalizzazione, perché continuiamo a costruirle?

Forse la risposta è che il denaro è già stato speso, i debiti sono già stati contratti, e l'unica via d'uscita è convincere qualcun altro a pagarli.