Riflessioni su Steve Jobs e la tecnologia

Riflessioni su Steve Jobs e la tecnologia

Ho appena finito di leggere il mio primo libro su iPad, che guada caso era la bibliografia di Steve Jobs e da amante della tecnologia non posso che recensire questa esperienza.

Steve Jobs, non era un mio idolo, ma posso capire che avesse tanti fan e che a distanza di un anno ci sarà anche un film in sua memoria con Ashton Kutcher (Steve Jobs) e Jonah Hill (Steve Wozniak). Tuttavia è stato indiscutibilmente un genio rivoluzionario per quanto riguarda il design dei computer e dei dispositivi tenologici.

Prendendo spunti dalla sua bibliografia mi piacerebbe sviscerare alcuni aspetti.

Chi era Steve Jobs?
Steve Jobs era sostanzialmente un edonista minimalista, amante del bello e della semplicità. A differenza di Bill Gates, Linus Torvalds o Richard Stallman non era un tecnico, ma un visionario e un mago delle relazioni interpersonali al punto da venir ricordato come creatore dei computer Apple molto di più del progettista e creatore dei primi computer Apple (Steve Wozniak). Questa sua "non tecnicità" ha portato molti emuli dal settore dei manager e social media.

Il prodotto è buono perché costa o costa perché è buono?
Steve Jobs è sempre stato un perfezionista di prodotto, ma il suo obiettivo era fare prodotti di massa e non per ricchi.
A differenza di altri produttori che sfornano dozzine di prodotti al mese, la Apple con Steve Jobs si è sempre concentrata su pochi prodotti e non sulle fascie di mercato bassa, media e alta.
Quando è uscito l'iPhone c'era il rischio che avrebbe fagocitato delle vendite dell'iPod, ma a Steve questo non interessava. Mentre la Sony che ha inventato il Walkman ed è proprietaria di tecnologie e case discografiche non è mai riuscita a mettere ordine tra le sue divisioni interne e offrire un'esperienza all'utente finale integrata analoga a iTunes.
La differenza tra iPhone e Android è che gli iPhone vivono e sono aggiornati il più lungo possibile (durevoli) perché la Apple è interessata a tenere i consumatori nel suo mercato chiuso, mentre Google e i produttori di dispositivi Android hanno bisogno di offrire cose diverse dagli altri Android (frammentazione) oppure mirano vendere più dispositivi possibili.
Quindi una volta che compri un terminale Android difficilmente potrai passare a una versione aggiornata del sistema operativo senza cambiare e ricomprare il telefono.
Gli iMac, l'iPad 1, il MacBook Air 1, sono prodotti sono nati "perfetti" dal punto di vista del Design e hanno aperto dei nuoi segmenti di mercato nei rispettivi settori. Ma l'iMac non aveva il masterizzatore, l'iPad 1 era più lento di un netbook a vedere le pagine e il Macbook Air 1 sembrava costoso ma anche quando sono usciti gli ultrabook si è capito che non era poi un PC costoso rispetto la concorrenza e tuttora non esiste un ultrabook da 11'' con tastiera retro illuminata.
Quindi quando Steve diceva "perfetto" era sempre da considerare questa scala di valori più o meno così ordinata: Design, Semplicità, Utilità, Funzionalità, Flessibilità. In poche parole se c'é una funzionalità deve essere ottima e semplice, altrimenti non la si mette.
Tornando alla domanda, i prodotti Apple con Steve erano costosi in quanto si è sempre ricercato la qualità, la durabilità e il monoprodotto.

 

La libertà e il mercato aperto sono un male
Steve Jobs e la Apple della nascita era un'azienda che propagandava il "think different" e veniva dalla cultura hippie americana. Ora che la Apple è un'azienda non più di nicchia è diventata più chiusa e fascista del grande fratello che propagandava all'epoca. Ma la lettura di Jobs è diversa e si chiama integrazione, User experience(UX).

Permettere all'utente finale di organizzare la musica in sotto cartelle a piacimento, usare codec diversi, installare applicazioni porno o di contenuti discutibili sono operazioni normali per un sistema aperto come Linux o Windows o Mac, ma in iOS diminuiscono la semplicità delle interfacce grafiche delle applicazioni oppure distraggono l'esperienza di utilizzo.
Il mercato chiuso è un po' come per gli standard, le prime macchine fotografiche digitali Canon avevano un protocollo chiuso per trasferire i file, poi gli altri produttori si sono accordati e hanno fatto l'USB Storage che l'ha soppiantato, il mercato aperto a volte vince, a volte perde. Le batterie e le cartucce per stampanti e ultimamente anche le cialde per il caffé sono esempi di mercati dove una volta che vendi la macchina, i consumabili devi sempre comprarli dal mercato chiuso e quando smettono di produrli butti via la macchina anche se funziona. In questo caso non ci sono standard effettivi e farsi il caffé con una capsula è inevitabilmente più veloce comodo e costoso rispetto alla libertà di riempirsi e pulirsi il filtro di una libera macchina da caffé espresso.


Personalmente credo che Steve Jobs abbia contribuito molto nello sviluppo delle intefacce grafiche per computer e altri dispositivi tecnologici, però ha tracciato una linea netta tra produttori/sviluppatori e consumatori di tecnologia.
La cosa può essere inevitabile e positiva se consideriamo il computer un elettrodomestico qualunque che deve essere alla portata di tutti, ma anche negativa se pensiamo che il computer deve essere uno strumento, come un coltello, che deve poter essere adattato alle esigenze personali di automazione e non essere sminuito a modo di telecomando con poche funzioni prestabilite da altri.
Inoltre semplificare troppo significa non far comprendere alle persone dove e come verranno salvati i propri dati (privacy e DRM)

 

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