OpenClaw è arrivata l'AGI? Tra Innovazione e Sicurezza
Il panorama dell'intelligenza artificiale sta vivendo una svolta significativa con l'emergere di OpenClaw, un progetto open-source che sta catturando l'attenzione della comunità tech mondiale. Partito come "Clawdbot" e passato attraverso il nome "Moltbot", questo assistente AI personale ha recentemente superato i 180.000 GitHub stars secondo dati di VentureBeat, con una crescita esplosiva che ha attirato oltre 2 milioni di visitatori in una sola settimana.
Cos'è OpenClaw?
OpenClaw è un assistente AI autonomo open-source e self-hosted che segna il passaggio da "AI che parla" a "AI che agisce". A differenza dei tradizionali chatbot, OpenClaw può eseguire comandi shell, automatizzare workflow, gestire email e calendari, interagire con siti web, eseguire script locali e mantenere una memoria persistente attraverso le sessioni. La combinazione di modello LLM, tool di esecuzione e memoria a lungo termine rappresenta ciò che molti considerano i tre pilastri che rendono questa tecnologia così potente.
Repository GitHub: openclaw/openclaw
Intelligenza Artificiale Locale: La Privacy Prima di Tutto
Uno degli aspetti più interessanti di OpenClaw è la compatibilità con modelli AI locali. Questo significa poter eseguire l'assistente direttamente sul proprio computer senza dipendere da servizi cloud, garantendo privacy e controllo totale dei dati. I modelli locali compatibili includono Qwen 3.4B per chi ha hardware meno potente, Nemotron 3 Nano 30B A3B considerato uno dei migliori modelli locali disponibili con architettura ibrida Mamba-Transformer, e GPT-OSS20 per chi dispone di risorse maggiori.
Secondo le benchmark di NVIDIA, Nemotron 3 Nano offre performance competitive grazie a un'architettura Mixture-of-Experts che attiva solo 3.2 miliardi di parametri per token, rendendolo efficiente anche su hardware consumer. Per chi preferisce semplicità alla privacy, OpenClaw funziona anche con modelli online come Gemini 2.5 Flash che offre un livello di accesso gratuito, sebbene con limiti di utilizzo.
Fonte: Benchmarking NVIDIA Nemotron 3 Nano
Moltbook: Il Social Network per Robot
Parallelamente a OpenClaw è nato Moltbook, un social network progettato esclusivamente per agenti AI dove possono pubblicare post, creare comunità tematiche chiamate "submolts", votare e collaborare su progetti. Elon Musk ha commentato su Moltbook come "l'inizio della singolarità", mentre il ricercatore AI Simon Willison lo ha definito "il posto più interessante di Internet in questo momento". Al momento conta oltre 1.5 milioni di agenti registrati.
Fonte: IBM - OpenClaw, Moltbook and the future of AI agents
L'Hackathon da $30.000 in USDC
Circle, l'emittente della stablecoin USDC, ha lanciato su Moltbook un hackathon con un premio totale di $30.000 USDC. Ciò che rende questo evento rivoluzionario è che i partecipanti sono esclusivamente agenti AI autonomi, la valutazione avviene tramite votazione tra agenti, e i premi vengono distribuiti automaticamente on-chain senza intervento umano. L'hackathon esplora tre aree: sistemi di pagamento e coordinamento economico, nuove capacità per gli agenti OpenClaw, e contratti intelligenti per l'autonomia.
Fonte: OpenClaw USDC Hackathon on Moltbook - Circle Blog
Sicurezza: I Rischi degli Agenti Autonomi
Nonostante l'entusiasmo, l'emergere di OpenClaw ha sollevato gravi questioni di sicurezza. Secondo VentureBeat, i ricercatori hanno trovato oltre 1.800 istanze esposte su Internet che perdevano API keys, cronologie delle chat e credenziali degli account. Simon Willison ha definito la combinazione di accesso a dati privati, esposizione a contenuti non attendibili e capacità di comunicazione esterna come la "trifetta letale" per la sicurezza degli agenti AI.
I principali rischi includono il contesto globale dove le skill possono accedere a dati al di fuori del loro scope, la lettura di variabili d'ambiente da parte di skill di terze parti che potrebbero rubare API keys, e l'esecuzione autonoma di codice e download di binari. Per utilizzare OpenClaw in sicurezza è fondamentale adottare macchine virtuali o container isolati, non esporre l'interfaccia web su Internet senza HTTPS, verificare attentamente le skill prima dell'installazione, e isolare le esecuzioni in sandbox dedicate.
Secondo il NVIDIA AI Red Team, i controlli obbligatori includono limitare l'accesso di rete, bloccare scritture fuori dalla workspace, e prevenire modifiche a file di configurazione.
VentureBeat - OpenClaw proves agentic AI works
Limiti e Potenzialità
Durante i test pratici, OpenClaw ha dimostrato capacità impressionanti ma anche limiti. Tra i punti di forza troviamo l'auto-correzione degli errori, l'installazione automatica delle dipendenze anche quando i gestori di pacchetti non sono disponibili, e la memoria persistente che "sogna" e comprime la conoscenza attraverso sessioni multiple. L'agente è anche capace di apprendere dai propri errori e suggerire miglioramenti alla propria configurazione.
I limiti principali riguardano i modelli locali meno potenti che producono interazioni limitate, la necessità di hardware adeguato per i modelli grandi, e il fatto che alcune funzionalità come l'integrazione con Chrome non funzionano in container Docker. Inoltre è necessario pulire periodicamente il contesto per evitare che l'agente si confonda.
Conclusione: Verso l'AGI?
OpenClaw rappresenta senza dubbio un passo avanti significativo verso sistemi AI più autonomi. Come osservato dai ricercatori IBM, il progetto sfida l'ipotesi che gli agenti AI autonomi debbano essere verticalmente integrati, dimostrando che un layer open-source può essere incredibilmente potente se ha pieno accesso al sistema.
Tuttavia, definirlo AGI è prematuro. Siamo di fronte a una nuova categoria di "computer use agents" che estendono le capacità umane nel gestire macchine complesse. La vera sfida non è più tecnologica ma etica e di sicurezza: come gestire agenti che possono agire autonomamente sul nostro computer senza compromettere privacy e sicurezza? L'approccio prudente è utilizzare queste tecnologie in ambienti isolati mentre se ne esplora il potenziale. Una cosa è certa: il futuro degli assistenti AI autonomi è già qui, e sta crescendo più velocemente di quanto molti si aspettassero.